“La prima volta che sono entrato nel Centro per Richiedenti Asilo di via Corelli, era inverno, buio e freddo, l’ingresso era segnato da alcune strisce di terreno sofferto e abbandonato. Gli ospiti si aggiravano infreddoliti con le loro infradito, diretti al container/aula dove avrebbero seguito la lezione di italiano. Ho pensato alla loro condizione di migranti, al loro essere in transito, sempre con alle spalle lunghi viaggi attraverso la sofferenza. È stato naturale, allora, pensare come avessero bisogno di un luogo confortevole e vitale dove fermarsi e riposare. L’idea di fare un orto in via Corelli è nata così”  ci racconta Giancarlo Scialanga che ha subito proposto a NoWalls l’idea di creare un orto, all’interno del CAS di Via Corelli.
L’idea è subito piaciuta anche all’associazione cultrale Acuarinto che ha subito appoggiato il progetto e ad alcuni partner che ci hanno sostenuto per farlo partire : Azienda Agricola Corbari – Cernusco sul Naviglio, Società Agrigola Bagaggera – La Valletta Brianza (Lc), Impresa Senatore – Osio Sopra (Bg), Vivaio di Bollate (Mi).

Un”idea ambiziosa quella di creare un’oasi verde in un centro di accoglienza di migranti di Milano, ma che con grande successo stiamo portando avanti, grazie alla tenacia di alcuni volontari, Giancarlo Scialanga, Pare Burlando e Antonella Iannarello e dei ragazzi-contadini che lo curano con passione.

Questi serissimi ragazzi di Mali, Senegal, Guinea, Costa d’Avorio, Etiopia e Ciad, hanno ripreso in mano attrezzi a loro familiari e con zappe e rastrelli hanno risvegliato la vitalità della terra, felici di ripetere gesti conosciuti e loro malgrado trascurati da tempo.

Insalate, pomodori, menta, zucchine, melanzane, basilico, peperoncini, fragole, ma anche fiori, girasoli e belle piante di buddleia hanno beneficiato delle loro cure e oggi rendono piacevole la sosta nel loro Orto, una produzione bio al 100%.

 

A Milano c’è chi semina paura e chi semina umanità